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Nestlé investirà fino a 2 miliardi di franchi svizzeri per attuare il passaggio alla plastica riciclata per uso alimentare e per accelerare lo sviluppo di soluzioni innovative per imballaggi sostenibili. La big europea del settore alimentare aveva preso l’impegno di rendere riciclabile o riutilizzabile il 100% dei suoi imballaggi entro il 2025. Ed ora si impegna anche a ridurre l’utilizzo di plastica vergine, lavorando con altri attori per far progredire l’economia circolare e per contribuire a ripulire oceani, laghi e fiumi dai rifiuti di plastica. “Nessun tipo di plastica dovrebbe finire in discarica o diventare un rifiuto” ha dichiarato Mark Schneider, CEO di Nestlé, “stiamo portando avanti un cammino coraggioso per creare un mercato più ampio per la plastica riciclata ad uso alimentare e promuovere l’innovazione nel settore degli imballaggi”. Nestlé è particolarmente impegnata sulla sostenibilità ambientale. Per questo, oltre

Il retail “local” piace anche negli States, a confermarlo la classifica annuale di Dunnhumby, che vede H-E-B guadagnare la prima posizione, spodestando Trader Joe’s, e sorpassando Amazon e Costco. La classifica, che incrocia le preferenze dei consumatori con i risultati finanziari, ha contemplato 60 catene e sentito 7.000 famiglie USA. Il successo della texana H-E-B si basa sui classici del regionalismo: servizio clienti, prodotti locali ed esperienze uniche in ogni negozio, il tutto però condito da una forte digitalizzazione, infatti, l’insegna ha lanciato anche una nuova app , che consente agli utenti di ritirare gli ordini dall’auto con delivery lungo il proprio percorso. Qualità, prezzo e convenienza sono fondamenti della mission, ma il legame emotivo, di affezione, che li lega alla clientela è un moltiplicatore di questi punti di forza. Tornando alla classifica, prioritari per i clienti: prezzo e

La battaglia tra brand, piattaforme e negozi, l’innovazione delle forme di ingaggio dei consumatori, la diversificazione dei canali di contatto con i marchi e la strenua resistenza del negozio fisico come luogo di esperienza. Sono queste le quattro tendenze che stanno animando lo shopping degli italiani È quanto emerge dallo studio “Connected Shoppers”, che rivela come stiano cambiando i comportamenti d’acquisto dei consumatori nel pieno della rivoluzione digitale. Il report ha analizzato le tendenze di oltre 10.000 consumatori in 20 Paesi (Italia inclusa) e appartenenti a quattro categorie generazionali (Baby Boomer, Genenerazione X, Millennials e Generazione Zeta). Nonostante l’avanzata dell’e-commerce, i punti vendita fisici rimangono più importanti che mai e vedono evolvere il proprio ruolo in hub di scoperta ed esperienza dei prodotti. La ricerca rivela inoltre una tendenza curiosa: quelli che utilizzano di più i nuovi touchpoint, ossia assistenti